Debiti e spauracchi

✍︎ Vero Eretico ⊻

Il debito pubblico viene quasi unanimemente ritenuto una delle principali zavorre dell’economia italiana, tanto da auspicarne un drastico taglio per far riemergere il paese dalle secche della recessione.

Ma per il lettore avveduto e curioso sarebbe doveroso porsi qualche interrogativo e approfondire questa questione, data erroneamente per ovvia e scontata.

Consultando i database macroeconomici mondiali, balza subito all’occhio una palese incongruenza: alcuni fra i paesi più ricchi al mondo hanno un debito pubblico elevato (per esempio Giappone 260% PIL, USA 128%, Francia 112%) mentre fra i paesi poveri si registrano debiti pubblici molto virtuosi (per esempio Guinea 6% PIL, Afghanistan 6,6%, Burundi 15%).

Questa semplice e lampante evidenza statistica dovrebbe suonare come un campanello d’allarme.

Cos’è quindi il famigerato debito pubblico?

È la sommatoria di quanto lo stato abbia speso, piuttosto che riscosso con tasse e imposte.

In altre parole il debito dello stato corrisponde quindi ai risparmi di famiglie e imprese.

Volete che il debito dello stato venga tagliato? Nulla di più semplice, basta tagliare di eguale importo i nostri risparmi.

Detta così fa un po’ più paura, vero?

Ricordo che dal 1992 l’Italia registra costantemente poderosi avanzi primari (entrate-spese al netto degli interessi) e non a caso i risparmi degli italiani si sono visti inesorabilmente assottigliare.

Lo spauracchio del debito pubblico è un pretesto per erodere risparmi e benessere attraverso una tassazione asfissiante e la privatizzazione dei servizi pubblici.

Il debito pubblico è la linea di demarcazione tra civiltà e barbarie, tra benessere e miseria.

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