A qualcuno piace caldo

✍︎ Nasaccio ⊻

A costo di deludervi e di privare le riflessioni che seguono di un po’ della loro forza, inizierò presentandomi brevemente.

Sono, mi duole dirlo, una bacheca informativa comunale di un piccolo paese della Carnia di cui non farò il nome per ovvi motivi di privacy.

Una bacheca che scrive – direte voi – è originale, di sicuro divertente, ma sarà anche affidabile e interessante da leggere?

A questo risponderò che in un mondo dove milioni di persone passano ore a parlare con i computer senza trovarci niente di strano, leggere le riflessioni di una bacheca comunale mi sembra doveroso, un atto, diciamo così, di rispetto per la minoranza di cui faccio parte.

Detto questo aggiungo che il destino ha voluto che mi collocassero proprio davanti a un bar/ristorante. Si tratta di un elemento essenziale per capire quello che sto per raccontarvi perché, come potete facilmente immaginare, tutto quello che so del mondo sono, nel senso letterale del termine, discussioni da bar. 

Non cerco scuse per possibili errori nelle mie conclusioni, ma è chiaro che con tali fonti di informazione potrei, in buona fede, sbagliarmi.

Finito questo preambolo, passiamo ai fatti.

Il mio triste mestiere prevede che io serva da supporto per comunicazioni di servizio, annunci funebri e ordinanze comunali, letture noiose come non mai per uno come me che apprezza tanto le battute di spirito. E se capita che un buontempone appenda un volantino umoristico, i censori che mi controllano e che detestano questi modi irrispettosi lo strapperanno senza indugio per mantenere la dignità della mia funzione.

Non pensate che stia andando fuori strada. Quello che cerco di dirvi è che se tutto passa attraverso me, niente rimane attaccato a lungo al mio legno.

Sono, in un certo senso, testimone del tempo che passa o più precisamente – ed è questo il punto a cui voglio arrivare – lo sono stato, perché, in realtà, dal 2019, è apparso un avviso plastificato che avverte dei pericoli di un nuovo virus, e da allora non mi ha più lasciato.

Siamo ormai alla fine del 2023 e questa malattia sembra essersi evoluta e in meglio, se posso fidarmi dei frequentatori del bar di cui vi ho parlato nel preambolo. 

Ne deduco logicamente che anche i sintomi della malattia si siano evoluti, sempre in meglio, e che, di conseguenza, il contenuto di questo avviso non sia più rilevante.

Non voglio soffermarmi troppo sulla frase che parla di un vaccino imminente e fornisce il numero verde a cui rivolgersi per avere informazioni. Mi sembra che oggi i vaccini siano disponibili e nessuno avrà la folle idea di chiamare un call center che probabilmente non esiste più per ottenere informazioni che già ha su una malattia che ufficialmente non costituisce più un problema di sanità pubblica.

Solo una domanda rimane davvero senza risposta: perché nessuno ha mai osato rimuovere questo avviso?

Ho pensato a diverse spiegazioni: a una nuova religione di cui questo avviso sarebbe l’icona, ma non mi sembra credibile; a una nevrosi post-traumatica – questo è più interessante ma troppo difficile per me che sono di natura bonaria; e, infine, all’ignoranza crassa e supina, quella che tutto perdona ma, anche qui, non funziona perché questo avviso che ha occupato a lungo la posizione centrale, a testimonianza dell’importanza del suo contenuto, è oggi relegato in una posizione minore, come se chi lo ha spostato non ci credesse più veramente.

Personalmente preferirei che fosse buttato via, perché se a qualcuno piace caldo, a me riscaldato non va proprio giù…

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