✍︎ Piera Costantini, Anna Pugliese ⊻
È arrivato l’autunno, con il freddo, la pioggia, le giornate che si accorciano ma anche con tante nuove iniziative per le nostre comunità.
Ed è proprio di una di queste che vi vogliamo parlare oggi.
Si intitola Un giornalino per t(r)e ed è un’iniziativa del Comitato Gianfrancesco da Tolmezzo in collaborazione con i Comuni di Enemonzo e Socchieve e con il patrocinio delle Pro Loco di Preone e di Enemonzo, finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia nell’ambito della promozione dell’invecchiamento attivo e del contrasto alla solitudine.
Il progetto, della durata di due anni, prevede l’ideazione e la pubblicazione di un giornalino intercomunale che attraverso il racconto di storie, vita, fatti, tradizioni, attività favorisca le relazioni inter-generazionali tra i giovani e gli anziani di Socchieve, Enemonzo e Preone.
Marimê è stata scelta come partner esecutivo del progetto, e non vediamo l’ora di incominciare! Anzi, a dire il vero siamo già operativi, come potete vedere dal volantino che pubblicizza l’iniziativa:
Il lavoro redazionale verrà coordinato da una giornalista professionista, Anna Pugliese, che fornirà a tutti i partecipanti le basi teoriche e pratiche per poter scrivere il proprio pezzo.
Abbiamo rivolto ad Anna alcune domande per capire meglio come intende impostare il lavoro.
Ciao Anna, innanzitutto grazie per aver accettato di coordinare questo progetto. Ci racconti brevemente chi sei e che cosa fai?
Grazie infinite a voi per l’interesse. Sono una giornalista triestina cresciuta con il sogno di scrivere. Ho iniziato le prime collaborazioni già alle scuole superiori con «il Piccolo», il quotidiano della mia città, e poi ho proseguito durante gli studi universitari, aggiungendo anche alcune riviste del settore montagna e natura.
A 25 anni ho vissuto per alcuni mesi a Milano, assunta dalla Mondadori, come redattrice per un settimanale di salute, ma non era la vita che faceva per me: la giornata scorreva tra ufficio e trasferimenti sui mezzi pubblici, sentivo, profondamente, la necessità di vivere di più all’aperto, di gestire in modo diverso i miei tempi. Così ho scelto di rinunciare ad un lavoro fisso e sono rientrata in Friuli Venezia Giulia, per lavorare da casa, tra Trieste e, ora, Lateis.
Ho scritto per moltissime riviste, soprattutto femminili, di turismo, di salute e benessere e ho curato uffici stampa di enti turistici e piccole aziende in ambiti a me affini. Un lavoro che mi sono pian piano “cucita addosso”, un po’ su misura. Ho superato l’esame di stato per diventare giornalista professionista una quindicina di anni fa.
In tempi di social e magazine online, ha ancora senso proporre un giornalino cartaceo?
Sì, lo penso davvero. C’è bisogno di parole ragionate e poi scritte, non buttate giù di getto. Parole scritte che possano essere occasione di riflessione, di confronto e di crescita.
Hai già avuto esperienze simili?
Sì, ho lavorato per un paio di anni con una redazione di “volontari” alla Illy Caffè. Creavamo, quattro volte all’anno, un giornalino interno, dove i rappresentanti di ogni reparto raccontavano ciò a cui stavano lavorando, soffermandosi non solo sul mero progetto, ma approfondendo anche difficoltà e obiettivi sul lungo periodo.
Una splendida opportunità di confronto e di crescita, per tutti. Che ha fatto bene in primis alle persone e poi, anche, al lavoro.
Come prevedi di organizzare il lavoro? Dove e con che frequenza si svolgeranno gli incontri della redazione?
Abbiamo pensato a tre incontri della redazione per ogni numero del giornale.
Un primo incontro per scegliere, insieme, i temi da sviluppare negli articoli e poi assegnare i testi da scrivere, da fare a casa. Nel secondo incontro rivedremo insieme gli articoli, affineremo. Nella terza giornata metteremo in “pagina” gli articoli, cercando ordine e coerenza tra gli argomenti. E poi dovremmo titolare, aggiungere le eventuali foto.
È necessario/preferibile avere esperienza di scrittura?
No, sono necessari solo un bel po’ di voglia di condividere, raccontare, collaborare, migliorarsi insieme. Cerchiamo persone che abbiano voglia di mettersi in gioco e siano disponibili.
La pratica poi arriverà, forniremo sin dal primo incontro una piccola guida per evitare di incappare negli errori più comuni.
Quali tematiche verranno affrontate?
Racconteremo la vita del paese, anzi dei paesi: quello che accade, quello di cui si discute, cercando oggettività e chiarezza, quello che potrebbe interessare i cittadini.
Vorremo essere un giornale da tenere a portata di mano, per essere riletto ma anche perché conserva informazioni importanti, per tutti.
Qual è secondo te l’aspetto più importante del progetto?
L’obiettivo di lavorare insieme e di coinvolgere persone magari non più attive nel mondo del lavoro e ragazzi. Il giornale può essere un’opportunità di incontro, di scambio e di crescita, per tutti.
E poi, fondamentale, è anche far girare le notizie, le informazioni. Quelle “istituzionali”, ma anche quelle che andremo a cercare.



