✍︎ Nasaccio ⊻
Ho ottenuto una “promozione”!
Lo scrivo tra virgolette non perché voglia insinuare che non lo sia, ma perché non mi piace la parola, essendo il campo lessicale aziendale inadatto, troppo limitato, per parlare di metempsicosi – perché di questo in realtà si tratta.
Lasciatemi spiegare.
Mi avete conosciuto la prima volta sotto forma di bacheca informativa comunale all’ingresso di un piccolo paese della Carnia, e adesso sono un prato destinato al pascolo. Questa è una grande “promozione”!
Questa “posizione” – parlo della vita da prato – si è aperta dopo la morte del bosco che c’era prima, sopraffatto quest’ultimo dal risorgere di un culto del passato che così si può riassumere: «Lì c’era un prato, il bosco deve morire!»
Lui è morto e adesso io sono qui a parlare con voi e ad aspettare.
Aspettare cosa? vi chiederete. Ma gli animali! Non ditemi che non capite.
Beh, a vostra scusante devo ammettere che per quanto riguarda l’erba ho ancora molta strada da fare, sembro più un campo di battaglia che un prato inglese, ma è l’intenzione che conta, no?
Non sono pazzo, non vi preoccupate, per il momento escludo categoricamente le mucche, visto che le povere bestie non avrebbero la capacità di vivere di rami secchi, ceppi e rovi, e poi avrei paura di vederle cadere – ho dimenticato di dirvi che sono un “prato” di montagna fiero dei suoi pendii.
Ma le capre, perché no? Ce ne sono parecchie qui vicino, lo so per certo anche se purtroppo non ne ho mai vista una.

Dopo un anno di vita solitaria, devo ammetterlo, cominciavo a deprimermi, a rimpiangere la mia precedente vita da funzionario amministrativo – non era sempre divertente ma almeno vedevo gente – finché di recente, una bella mattina, la speranza è tornata sotto forma di una simpatica bestia di cui potete ammirare le fattezze nella foto qui sopra.
Dev’essere di una specie che non conosco – non si muove o lo fa troppo lentamente perché me ne accorga, ma mi tiene compagnia, e questa è la cosa più importante.
Personalmente mi sentirei pronto per far crescere il prato più bello che si sia mai visto, se nuove nubi minacciose non oscurassero il cielo.
Ho sentito dire, infatti, che non molto tempo fa qui c’era il mare e che dove io fatico a far crescere l’erba c’era la sabbia calda con tutta la vita che ne consegue.
Questo mi ha tolto la gioia di vivere perché se il sommo sacerdote lo viene a sapere mi condannerà immediatamente, o comunque subito dopo aver ricevuto i finanziamenti pubblici necessari per il mio massacro.
Mi sia permesso quindi di esprimere un ultimo desiderio: se proprio devo morire, spero di potermi reincarnare di nuovo… come bagnino!
