✍︎ Nasaccio ⊻
Conoscete Ubik di Philip K. Dick? È un bel romanzo di fantascienza – un bel romanzo tout court – dovete assolutamente leggerlo se non l’avete già fatto.
Il tema fondamentale del libro, il paradosso o, se preferite, il motore della fantasia, è che dopo la morte fisica permarrebbe un’attività psicologica durante la quale il “neo-morto” continuerebbe a “vivere” come se nulla fosse.
Questo stato, chiamato semi-vita, sarebbe transitorio (come la vita, peraltro) e accompagnato da visioni, o meglio allucinazioni, durante le quali il decadimento fisico – un processo che nella vita normale è interno – verrebbe in qualche modo “esteriorizzato”.
Per farla semplice: non siete più voi a invecchiare e ad ammalarvi, è il mondo che regredisce davanti ai vostri occhi; un razzo nuovo di zecca per missioni spaziali diventa improvvisamente una vecchia carretta… Non so se rendo l’idea.
Perché questo preambolo? vi chiederete. Beh, ho una brutta notizia da darvi. Ho il forte sospetto che siamo tutti attualmente in uno stato di semi-vita. Tutto sembrava normale fino all’apparizione di misteriosi segni dal passato che mi hanno fatto pensare a Ubik. Non saprei dirvi quando o come sia avvenuto il grande salto, ma ho il forte sospetto che ci siano di mezzo i russi…
Analizziamo questi segni.
Sono arrivati in due ondate. Prima, la comparsa di strane piastre di ferro arrugginite, piegate alle estremità, piantate maldestramente nel terreno in punti dove non c’era nulla (e già questo puzzava di regressione, personalmente ho pensato subito ai resti della nostra civiltà dopo la catastrofe nucleare). Poi l’apparizione di testi (anche se difficili da decifrare) su queste lastre contorte che – alla fine ci sono arrivato – sono in realtà dei leggii.
Chi non ha letto Ubik adesso dovrà mettere da parte il suo scetticismo e credermi sulla parola: si tratta di messaggi provenienti dai vivi (i sopravvissuti alla bomba) che stanno cercando di comunicare con noi, i morti (così diventa chiaro anche il titolo di questo articolo).
Che cosa dicono questi messaggi? Come in Ubik, sono intrisi di umorismo nero e pieni di paradossi. Estremamente semplici (perché in realtà profondi) e apparentemente poco interessanti (è un’illusione, ovviamente), sono accompagnati da foto e immagini che dovrebbero illustrarli, ma che sono totalmente incomprensibili e senza alcun nesso apparente.
Qual è allora il significato di tutto ciò?
A mio parere, è questo paradosso la chiave del problema. La loro apparente inutilità nasconde in realtà la soluzione, la via verso Ubik e la vita eterna. Dio ha il senso dell’umorismo!
PS: L’ultima frase potrebbe risultare piuttosto oscura a chi non ha familiarità con Ubik. Quindi fatevi un regalo, leggete il libro!


